La pandemia ci ha portati a dover svolgere attività lavorative e non solo su piattaforme video anziché di persona. Questa nuova modalità di incontro con le persone ha vantaggi e svantaggi. 

Il lato positivo della medaglia ci mostra sicuramente dei vantaggi legati alla possibilità di non perdere il contatto con le persone con le quali ci rapportiamo sia sul lavoro che nella vita privata, l'isolamento sarebbe stato altrimenti molto più faticoso e problematico. Abbiamo avuto la possibilità di svolgere riunioni importanti, di consentire ai bambini e ai ragazzi di proseguire con le lezioni e abbiamo potuto magari gustare qualche aperitivo con gli amici. Certo dal vivo è molto meglio ma ci siamo dovuti accontentare e, in certi momenti, alcuni di noi hanno anche apprezzato la comodità di non dover percorre magari molti chilometri di distanza per partecipare ad una riunione di un'ora.

Il rovescio della medaglia sono le tante problematiche sociali importanti emerse ma anche un affaticamento chiamato "Zoom fatigue" causato dall'eccessivo utilizzo delle piattaforme video che ci fanno avvertire maggiormente la stanchezza a fine giornata. Gli esperti consigliano infatti di fare delle pause frequenti e di evitare, quando possibile, di accumulare troppe videoconferenze in una sola giornata. È anche molto importante curare l'ambiente in cui lavoriamo e viviamo in modo da renderlo piacevole e sano. L'illuminazione è sicuramente un fattore importante in quanto la luce del sole ci regala maggiore energia e positività, ma è anche fondamentale aerare spesso il locale che utilizziamo affinché l'aria sia sempre fresca e pulita. 

Per rendere l'aria ancora più vitale e pura si consiglia sempre più spesso di utilizzare degli ionizzatori d’ariaJoyBion di Propacare ad esempio, grazie alla ionizzazione bipolare controllata, è in grado di emettere ioni positivi e negativi in una quantità precisa e sempre uguale, al fine di riprodurre in un luogo chiuso l'aria presente in un bosco, pura e vitale!

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Fonte: Articolo "Lavoriamo di più, siamo iperconnessi. La pandemia ci lascia anche la "Zoom Fatigue" (di S. Renda)"

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